Montezemolo, divorzio arabo da 1 euro.

Luca Cordero di Montezemolo terrà la vicepresidenza di Unicredit, dove siede in rappresentanza di Aabar, il fondo di Abu Dhabi, così come ha ottenuto la presidenza di Alitalia avendo favorito il matrimonio tra la disastrata compagnia di bandiera e il vettore Etihad degli Emirati Arabi. Ma, intanto, nei suoi affari personali l’ex numero uno di Ferrari deve registrate un significativo divorzio da un partner arabo eccellente. Qualche giorno fa, infatti, è stato depositato a Milano un atto che sancisce la fine di una jointventure iniziata nel 2011. Quella era l’anno, infatti, nel quale Mubadala, il fondo sovrano di Abu Dhabi, era entrato con squilli di tromba nel capitale di Ballantyne, il famoso marchio del cachemire “a losanghe” che Montezemolo aveva rilevato col fondo lussemburghese Charme Investments. Veicolo dell’investimento arabo era la lussemburghese Spring Petroleum Investments Luxco 2, che aveva rilevato il 49% di Ballantyne. In seguito all’investimento operato da Mubadala, nel cda di Ballantyne Cashmere, in cui sedevano Montezemolo e il figlio Matteo, era entrato Ossama Khoreibi, manager di Mubadala Development Company e presidente di Pf Emirates, jointventure tra Abu Dhabi e Poltrona Frau, anch’essa allora controllata da Charme e recentemente venduta. Ma il filo del cachemire è stato mangiato dalle perdite: Ballantyne lo scorso anno è stata messa in liquidazione, ha cambiato nome in Alpha srl ed è stata trasferita a Belluno, seguita da un noto commercialista della zona. Così gli arabi hanno deciso di andarsene: qualche giorno fa hanno venduto il loro 49%, incassando la bellezza di un euro. A comprare è stata la stessa Charme, mentre il 51% è della controllata Charme Fashion Group, di cui socio col 49% è l’oligarca russo Viktor Vekselberg. Mubadala proverà a consolarsi in Italia col salvataggio di Piaggio Aero Industries, il costruttore di aerei di cui socio di minoranza è Piero Ferrari, nipote di Enzo, che Montezemolo conosce benissimo.

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