Tanti piccoli Proto cresceranno.

Non si può dire che al “Corriere della Sera” abbiano la memoria lunga. A pagina 23 dell’edizione di oggi, infatti, compare uno spazio pubblicitario dal titolo “Proto Baby Business School”. In esso si raccontano le meraviglie de “la prima scuola al mondo di marketing e management per ragazzi dai 12 ai 18 anni”. “La scuola – vi si legge – prevede dei corsi per bambini e ragazzi dai 12 ai 18 che vogliono iniziare ad apprendere le nozioni base del mondo della finanza e dell’economia. Si prefigge come scopo quello di insegnare ai ragazzi, fin da piccoli, cosa è il business a livello globale”. I costi di questa scuola delle meraviglie? “Il costo varia in base al reddito della famiglia del ragazzo. Se il reddito è inferiore ai 12.000 euro l’anno, il corso è gratuito”. Ma chi organizza una simile meraviglia? Nessun indirizzo. Solo un recapito mail: info@proto-group.com
E si scopre così che trattasi del Proto Group di Alessandro Proto. Già, proprio il molto discusso immobiliarista e finanziere che qualche mese ha ha visto il tribunale di Milano accogliere la sua richiesta di patteggiamento a 3 anni e 10 mesi, con una multa di 20.000 euro. La proposta aveva avuto anche l’approvazione dalla procura di Milano: Proto era accusato di manipolazione del mercato su titoli Rcs (la casa editrice del “Corriere”) e Tod’s, ostacolo all’autorità di vigilanza (Consob) e truffa. I giudici hanno anche stabilito per il manager l’interdizione per due anni dai pubblici uffici, dall’attività finanziaria e commerciale e la possibilità di trattare con la pubblica amministrazione. Nella sentenza, il tribunale ha stabilito che il finanziere italo-svizzero dovrà pagare le spese processuali, le spese di detenzione, 2.500 euro a ogni parte civile che si era costituita per le spese di procedimento, oltre alla confisca dei beni messi sotto sequestro. Non solo: Proto ha sulle spalle una multa Consob da 4,9 milioni, una delle più salate della storia.

C’è da sperare che la Proto Baby Business School, così poco accortamente pubblicizzata dal quotidiano di Via Solferino, non crei dei cloni del suo ideatore…

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