Silvio e il peso di Villa Gernetto.

In attesa di sapere se, come e quando verrà venduta al magnate cinese Poe Qui Ying Wangsuo, noto come “Mr.Pink”, la storica Villa Gernetto, che doveva diventare il laboratorio dell’Università del Libero Pensiero di Forza Italia, continua ad appesantire i conti di Silvio Berlusconi. Lo si vede dal bilancio 2014 di Fininvest Gestione Servizi, che raggruppa alcune proprietà immobiliari dell’ex premier e che s’è chiuso in perdita per oltre 8,2 milioni di euro rispetto all’utile di 7 milioni del precedente esercizio. Il tutto a fronte di ricavi che anno su anno si sono praticamente dimezzati passando da 11,2 a 6,3 milioni. “Il patrimonio immobiliare – dice la relazione sulla gestione – sconta in particolare lo sfitto del principale asset rappresentato dal complesso Villa Gernetto, per il quale non si intravedono nel breve periodo possibilità di adeguato impiego”. A complicare il quadro ci si è messo pure un investimento poco accorto in un fondo immobiliare delle Assicurazioni Generali. Il fondo è quello “Scarlatti” che peraltro fra i suoi sottoscrittori ha anche Massimo Moratti, ex patron dell’Inter. Il patron del Milan, dal canto suo, ha dovuto svalutare le 71 quote del fondo per oltre 2,5 milioni. Il motivo? La difficoltà di attuazione del piano di dismissione del patrimonio del fondo stesso e la perdita di valore degli asset, principale effetto della contrazione dei rendimenti dell’attività locativa, hanno negativamente inciso sul net asset value. Fininvest Gestione Servizi, che possiede fra l’altro il fabbricato dove è sito il cinema milanese Odeon, ha messo in vendita a Roma il fabbricato Embassy, ex sala cinematografica dei Parioli, oggi sfitta. Ma anche qui il percorso è in salita: “i numerosi contatti finalizzati alla cessione non hanno avuto a oggi concreta possibilità di definizione”. Male anche il complesso immobiliare a Olbia in Sardegna, raggruppato nella controllata Edilizia Alta Italia in perdita per 750 mila euro: “i terreni posti in fascia costiera sono gravati da stringenti vincoli urbanistici e ambientali”. E tuttavia nella holding del Biscione al mattone ci credono ancora visto che sono state comprate 3 unità immobiliari in Roma, sborsando 3,5 milioni, ma per pure “finalità di trading”.

Advertisements