Montezemolo e i milioni in poltrona.

I grandi azionisti che hanno accompagnato Luca Cordero di Montezemolo nell’avventura di Charme Investments, il fondo lussemburghese di private equity, tirano finalmente un sospiro di sollievo. Perché, dopo anni di perdite ininterrotte, pochi giorni fa hanno incassato un dividendone di 106,2 milioni di euro a valere sull’utile 2014 di 157,3 milioni, mentre altri 54,7 milioni di profitto hanno coperto il rosso di anni precedenti. Il superutile è dovuto interamente ai 161,6 milioni di plusvalenza realizzata quando nella primavera dello scorso anno Charme Investments vendette il 51,2% della quotata Poltrona Frau al gruppo americano Haworth.
Certo è che con la cessione gli attivi di Charme sono bruscamente diminuiti, passando anno su anno da 63 a 22,3 milioni. Dentro al fondo lussemburghese, infatti, restano, oltre la citata quota in Poltrona Frau, il 51% di Charme Fashion Group (che ha condotto la disastrosa avventura del tentato rilancio del cachemire di Ballantyne, finito in liquidazione) e l’1,56% di Grandi Navi Veloci, il cui controllo congiunto è appena passato a Dea Capital (gruppo De Agostini) e Marinvest di Gianluigi Aponte.
Soci di Charme oltre la Fisvi dello stesso Montezemolo, sono la Moschini spa di Per Franco Moschioni, Unicredit, Diego Della Valle, Banca Intermobiliare, la Mais dei Seragnoli, Giovanni Cacace, la Moncanino della famiglia Marsiaj, la Nextrend del re del fitness Nerio Alessandri e Giovanni Punzo.

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