Il vizietto di Berlusconi: perdere a teatro.

Non c’è proprio pace per il palcoscenico più caro a Silvio Berlusconi. Dopo che tre anni fa fu scoperto un consistente ammanco di cassa da parte di un dipendente, qualche giorno fa la Fininvest ha dovuto ripianare la perdita di quasi 2,5 milioni di euro che si è aperta nei conti del 2014 de Il Teatro Manzoni (l’anno prima il passivo era stato di un milione), società che detiene lo storico locale sito nell’omonima via milanese e ricostruito nel 1950 dopo la guerra.
Anno su anno il teatro ha attirato sì più visitatori (da 89.376 a 98.804) consentendo più incassi da 2 a 2,2 milioni), ma le sponsorizzazioni pubblicitarie sono diminuite del 18% rispetto al 2013 consentendo ricavi per poco più di un milione, causa soprattutto il minor numero di rappresentazioni della rassegna “Aperitivo in concerto”. In totale le recite di prosa sono state 143 (160 nel 2013) con 67.703 spettatori (72.613), 7.278 gli spettatori dell’Aperitivo, 9.670 quelli del Cabaret, 8.534 quelli de “Il movimento” e 3.656 quelli di “Family”. A incidere sul conto economico hanno pensato anche 780.000 euro di sopravvenienze passive, 362.000 euro del correlato non accantonamento di crediti d’imposta sull’esercizio in corso, 42.000 euro di minori contributi ministeriali e 245.000 euro di minor margine operativo dell’attività caratteristica.
Negli scorsi anni la commedia “Il vizietto” è stato uno dei grandi successi del Teatro Manzoni. Il vizietto di perdere, sarebbe stato meglio precisare…

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