Bassanini e i mattoni dolorosi.

Neanche il consistente patrimonio immobiliare consola Franco Bassanini dall’abbandono della presidenza della Cassa Depositi e Prestiti ad opera del governo di Matteo Renzi. Bassanini, infatti, è socio al 20% circa assieme con quote paritetiche ai fratelli Marco e Piero e alla sorella Chiara della milanese Fimpa, una società immobiliare detenuta attraverso la holding Risberme.

L’attivo di Fimpa, di oltre 102,6 milioni, è costituito da asset di terreni e fabbricati in carico per circa 90,6 milioni che però nel 2014 hanno reso solo 4 milioni di affitti, tanto che il bilancio del mattone della Bassanini’s Family si è chiuso in perdita per 945 mila euro (ripianata attingendo alle riserve) dopo il passivo di 870 mila euro del precedente esercizio. Fimpa, presieduta da Fabrizio Matteini e guidata da Claudio Santambrogio, spiega nella relazione sulla gestione che “la società ha peraltro conservato una buona tenuta soprattutto in relazione alle affittanze di immobili ad uso abitazione”, ma “sulla definizione del risultato incidono significativamente la maggior onerosità dell’Imu in confronto all’Ici, la minore significatività della gestione delle risorse finanziarie e la dinamica dei proventi e oneri straordinari”.

Non solo: sempre dalla relazione si apprende che il supermercato tedesco Billa AG non affitta più l’immobile Fimpa di Bresso e che “ad oggi l’unità non è stata ancora rilocata”. La società dei Bassanini detiene anche 3 milioni circa in gestioni patrimoniali, che però nel 2014 hanno fruttato interessi attivi per soli 19 mila euro.

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