Il Papa e l’imbarazzante consulente.

Quando il consulente del Papa finisce sotto accusa c’è di che preoccuparsi. Qualche giorno fa, infatti, il Department of Financial Services (Dfs) di New York ha deciso di sospendere a tempo indeterminato le attività di Promontory Financial Group. Proprio la realtà che dal 2013 ha varcato le Mura Leonine per occuparsi prima di mettere ordine nel ginepraio dell’Apsa e poi verificare a tappeto la regolarità dei conti correnti dell’Istituto per le Opere di Religione (Ior).
Il Dfs americano in un rapporto di quindici pagine ha messo sotto accusa Promontory per il suo ruolo svolto a fianco della banca inglese Standard Chartered che nel 2011 dalla sua filiale di New York avrebbe trasferito ingenti somme di denaro in Iran, quando il paese era oggetto di embargo. Promontory, in particolare, è stata accusata di essere stata poco indipendente nel suo operato di valutazione, alla pari di importanti società di revisione che hanno lavorato per Standard Chartered come Deloitte e PwC. La banca, peraltro, transò col regulator statunitense versando 660 milioni di dollari. L’azione del Dfs, comunque, è stato una mazzata per Promontory che fondata nel 2011 da Eugene Ludwig, già capo sotto l’amministrazione Clinton dell’US Comptroller of the Currency ha aiutato decine di grandi banche mondiali a navigare tra gli impianti regolatori.
Promontory è oggi guidata in Italia da Raffaele Cosimo già alto dirigente di Bnl e a lungo operativo a Londra, proprio come Rolando Marranci, direttore generale dello Ior. In Promontory, poi, lavora Louis-Victor de Franssu, figlio di quel Jean-Baptiste, già manager importante della casa di gestione Invesco, che Papa Francesco ha nominato presidente della banca vaticana.
Chissà se qualcuno ha avvisato Jorge Mario Bergoglio della tempesta che si è scatenata negli Stati Uniti sul suo consulente e sulla sua indipendenza di giudizio…

Advertisements