“Libero” di essere sempre più rosso.

Si allarga il rosso di “Libero”, il quotidiano vicino al centrodestra, diretto da Maurizio Belpietro e di proprietà della famiglia Angelucci, imprenditori nel settore sanitario. Qualche giorno fa, infatti, a Milano l’assemblea della Editoriale Libero srl presieduta da Arnaldo Rossi, che gli Angelucci controllano interamente attraverso la Fondazione San Raffaele, ha dovuto rinviare a nuovo la perdita di 4,8 milioni di euro segnata nel bilancio 2014, decisamente peggiore del passivo di 1,8 milioni del precedente esercizio.
La contrazione dei ricavi anno su anno è stata secca e pari al 12% rispetto al 2013 attestandosi ad un controvalore complessivo di fatturato di 20,8 milioni, con un -13% e un peggiore -15% dei ricavi pubblicitari. La marginalità ne ha risentito tanto che l’ebitda è peggiorato anno su anno da -3,6 a – 4,4 milioni e pure l’ebit è andato male passando dai -3,7 milioni del 2013 a -4,5 milioni, mentre almeno i costi sono diminuiti dell’8%.
La relazione sulla gestione ricorda che in attesa di capire cosa la presidenza del consiglio dei ministri deciderà in materia di contributi pubblici all’editoria, nel bilancio sono comunque appostati 3,4 milioni e tale voce è stata comunque iscritta prudenzialmente in calo del 15% rispetto all’anno prima.

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