Montezemolo, gli eredi giù da Italo.

Matteo e Clementina Montezemolo scendono dal treno di papà Luca. Nei giorni scorsi, infatti, si è tenuta a Roma nello studio del notaio Fabrizio Polidori un’assemblea straordinaria della Mcg Holding alla quale hanno presenziato tutti e tre i soci della famiglia, il presidente di Alitalia come socio di maggioranza e gli eredi. La riunione aveva all’ordine del giorno l’azzeramento del capitale sociale per perdite e la sua ricostituzione, operazione resa necessaria dopo che l’amministratore unico Marco Nuzzo ha presentato una situazione patrimoniale allo scorso maggio che evidenziava un rosso di oltre 11.000 euro. Rendendosi quindi indispensabile, pena la liquidazione, la copertura delle perdite portando a zero il capitale di 10.000 euro per poi ricostituirlo, il verbale riporta che “Matteo e Clementina rinunciano al diritto d’opzione, dichiarandosi altresì consapevoli che il mancato esercizio di tale diritto comporterà l’uscita dei medesimi dalla compagine sociale”.
Detto e fatto: papà Luca ha sottoscritto l’intero aumento di capitale pari alle perdite, versando un assegno circolare emesso da Unicredit, di cui il presidente Alitalia è vicepresidente. Il 2014 di Mcg Holding si era chiuso con una perdita di oltre 17,1 milioni di euro rispetto agli 1,5 milioni di utile del precedente esercizio. Il forte passivo era arrivato dalla svalutazione di quasi 19 milioni che ha colpito, portandole ad un valore pari a zero, le quote del 33,3% detenute in Mdp Holding Uno, Due e Tre. Questi sono i tre veicoli di cui sono azionisti paritari anche Diego Della Valle e Gianni Punzo, soci dell’operatore ferroviario Ntv per una quota complessiva di oltre il 33%. Ma “Italo”, si sa, di cui Montezemolo è stato presidente e fondatore, viaggia sul binario del profondo rosso e così la svalutazione è arrivata inevitabile a colpire anche le tasche del presidente Alitalia che ha dovuto ripianare le perdite sia con versamenti di contante sia attingendo alle riserve.
E ora anche i due eredi sono arrivati all’ultima fermata, proprio mentre papà Luca chiede al governo Renzi una fase due.

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