Con Unicredit, la perdita è bella per Bulgarella.

Andrea Bulgarella è il costruttore trapanese al centro dell’inchiesta della procura di Firenze, che vede indagati, con accuse che vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla truffa, all’appropriazione indebita fino al reimpiego di capitali di provenienza illecita, fra gli altri Fabrizio Palenzona, vicepresidente di Unicredit e Massimiliano Fossati chief risk officer della banca. Tutti con l’aggravante dell’articolo 7 per aver agevolato personaggi collegati al clan mafioso del boss Matteo Messina Denaro. In particolare secondo l’accusa Palenzona si sarebbe attivato per far accelerare in piano di rientro del gruppo di Bulgarella – indicato dai pm come un imprenditore di riferimento di Cosa Nostra – teso al ridimensionamento della esposizione debitoria con un abbattimento degli interessi di mora per un ammontare di 5 milioni di euro, oltre al finanziamento di 17,5 milioni.
Ma quanto “vale” Bulgarella? Vale davvero l’impegno di Unicredit e gli sforzi di Palenzona? L’imprenditore, classe 1946, nato a Valderice in provincia di Trapani, ha attualmente circa 30 incarichi in diverse società del suo gruppo mentre detiene quote di 12 società. La testa del gruppo, però, è ripartita in tre holding: la Andrea Bulgarella Holding srl, la Gruppo Bulgarella Holding (Gbh) srl e la Bulgarella Costruzioni srl. Per chi ha tempo c’è anche un sito aziendale: http://www.bulgarella.com
I numeri delle tre holding, però, lasciano interdetti. La Andrea Bulgarelli Holding ha chiuso il 2014 in perdita per 4 milioni dopo averne persi 8 l’anno prima. Il patrimonio netto è negativo per 3,5 milioni, i ricavi stanno a zero, in compenso ci sono 17 milioni di crediti verso società collegate, solo 3 (tre!) euro di liquidità e quasi 9 milioni di debiti verso banche. La Gbh non versa in migliori condizioni: nel 2014 ha perso oltre un milione, con ricavi pari a zero. E la Bulgarella Costruzioni? Altro rosso finale per quasi 1,5 milioni. Ma in questa società si notano alcune cose. A fronte di un patrimonio netto di 7,2 milioni figurano debiti per ben 55,7 milioni di cui oltre 25 milioni sono quelli verso banche e i ricavi sono di 5,7 milioni nel 2014. Evidenziando una progressiva erosione del fatturato che nel 2010 era di 31 milioni, di 21 milioni un anno dopo, di 11 milioni nel 2012 e di 8,5 milioni nel 2013. Un crollo in cinque anni del 77,6% dei ricavi.
Forse a Unicredit non sanno leggere i bilanci e così hanno tenuto il portafoglio aperto. O forse Bulgarella è solo un cliente più eguale degli altri. Chissà se ne parleranno domani al board della banca di piazza Gae Aulenti…

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