Generali e l’ipoteca Bolloré.

Il Leone di Trieste si prepara a diventare francese? Il 9 febbraio il consiglio d’amministrazione delle Assicurazioni Generali, completamente spiazzato dall’uscita di Mario Greco, si riunirà per nominare il nuovo chief executive officer e questi sarà, a meno di sorprese dell’ultima ora, Philippe Donnet.
Francese, classe 1960, Donnet è un uomo dalla grande comunicativa, che lo facilita non poco nei rapporti con gli agenti di Generali; in più da quasi due anni ha preso in mano la nuova Generali Italia dove sono state raggruppate tutte le attività nazionali della compagnia assicurativa. Laureato al Politecnico, nel 1985 entrò in Axa e lì scalò tutte le posizioni di vertice di uno dei principali concorrenti di Generali, salvo essere superato all’ultimo miglio da Henri de Castries.
Che Generali dopo una storia di ceo tutti italiani possa avere un amministratore delegato francese, che pure ama così tanto la vicina Venezia, non è scandaloso considerato che già Greco ha innestato molti manager stranieri in posizioni apicali. Il punto, però, è che Donnet, seppur capace, non è un manager completamente indipendente. Siede infatti nel consiglio di sorveglianza di Vivendi, braccio armato del finanziere francese Vincent Bolloré. Che nel board di Generali è rappresentato da Jean-René Fourtou, presidente di Vivendi.
L’arrivo di Donnet sulla plancia di comando delle Generali dimostrerebbe che dopo essere già diventato padrone di Telecom Italia, Bolloré è sempre più il vero azionista forte di Mediobanca, socio di riferimento della compagnia assicurativa. E questo nonostante nel capitale del Leone siedano anche italiani “pesanti” come Francesco Gaetano Caltagirone e Leonardo Del Vecchio ma anche i Boroli-Drago che pure con Lorenzo Pellicioli hanno tanti interessi in Francia.
Nulla da stupirsi, quindi, se come già avvenuto in Telecom anche Generali, boccone molto più grosso, possa grazie all’avvento di Donnet prepararsi ad un matrimonio transalpino, magari proprio con Axa.

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