Sole, una poltrona per due.

Contestualmente alla grande partita per il rinnovo della presidenza di Confindustria, se ne è già aperta un’altra, non meno importante, che riguarda un pezzo significativo del potere dell’associazione di Viale dell’Astronomia: la nuova presidenza de Il Sole 24Ore. Quasi certamente, infatti, secondo la regola non scritta, il cavaliere Benito Benedini, attuale presidente della casa editrice dell’omonimo quotidiano lascerà il suo incarico assieme alla fine del mandato dell’attuale presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi.
A sorpresa nelle ultime settimane per la sua successione è spuntato un candidato che in Confindustria ha un passato pesante: è Antonio D’Amato, napoletano, numero umo del gruppo di packaging Seda. Nominato presidente della Confindustria nel 2000, fu a lungo vicino alle posizioni dei governi di Silvio Berlusconi salvo poi convertirsi a sinistra negli ultimi anni con l’avvicinamento al sindaco di Napoli Luigi De Magistris. D’Amato sarebbe il secondo presidente della Fondazione dei Cavalieri del Lavoro a diventare presidente del quotidiano di Confindustria dopo, appunto, Benedini. E certamente suo tifoso potrebbe essere Stefano Parisi, se l’ex city manager diventasse sindaco di Milano con l’appoggio del centrodestra: Parisi, infatti, fu direttore generale della Confindustria presieduta dall’imprenditore napoletano.
Il problema è che un pezzo da novanta del sistema confindustriale è ferocemente contrario all’ipotesi D’Amato presidente de Il Sole. Gianfelice Rocca, numero uno di Assolombarda, è da mesi il candidato tirato per la giacca da molti per la presidenza di Viale dell’Astronomia. Ma Rocca, in attesa di una investitura ufficiale che dovrebbe essere plebiscitaria, preferisce giocare partite più significative che riguardano appunto i destini del quotidiano confindustriale che dovrebbe, secondo lui, unirsi al “Corriere della Sera” a fronte di un disimpegno degli Agnelli-Elkann e in alternativa alla fusione con la “Repubblica” di Carlo De Benedetti. Per far ciò Rocca, e molti con lui, pensano che il candidato ideale alla guida del quotidiano è il presidente uscente di Confindustria, Squinzi.

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