Parisi in video in rosso.

Stefano Parisi, prima di correre come sindaco di Milano per il centrodestra dopo la vittoria di Giuseppe Sala alle primarie del Pd, deve sistemare la sua azienda. Questo è il messaggio non troppo fra le righe circolato nei giorni scorsi quando è apparsa vincente la candidatura dell’ex direttore generale di Confindustria in quota a Forza Italia e Lega. Ma c’è qualcun altro che dovrà sistemare le cose: il concorrente candidato sindaco Corrado Passera, visto che sua sorella è azionista indiretta proprio dell’azienda di Parisi.
Andiamo per ordine. La Chili, piattaforma di contenuti video on demand tramite internet lanciata nel 2013 di cui Parisi è presidente e maggiore azionista col 48%, non naviga in ottime acque. Nel 2014, infatti, ha perso oltre 4,2 milioni di euro dopo aver segnato un passivo di quasi 3,5 milioni l’anno prima. Il rosso del 2014 è stato riportato a nuovo nell’assembla di meno di un anno fa alla quale hanno partecipato i soci, nella fattispecie la Brace srl di cui Parisi è amministratore unico, seguita col 24% da Antares Private Equity, un fondo guidato da Stefano Romiti e dal 14,8% del veicolo Investinchili. Nell’esercizio il numero di utenti ha superato i 440 mila e i titoli in libreria sono saliti a oltre 3.000, comportando investimenti per 1,25 milioni. “Gli accordi contrattuali raggiunti con le major – dice Parisi nella nota integrativa – hanno durata pluriennale e consentono alla società di basare lo sviluppo futuro su rapporti consolidati”.
Sarà, però intanto Chili ha perso in due anni quasi 8 milioni Pochi giorni fa, poi, a Milano nello studio del notaio Ubaldo La Porta si è tenuta un’assemblea straordinaria della società che ricorda che nel luglio del 2014 e un anno dopo sono stati emessi due prestiti obbligazionari, per l’importo nominale complessivo di 2 milioni, convertibili in titoli Chili entrambi sottoscritti dal lussemburghese Negentropy Special Situation. Questo è un fondo emanazione di Negentropy Capital Partners, hedge fund che investe in “distressed assets”, cioè in situazioni aziendali difficili: a fine 2014 la Prelios guidata da Sergio Iasi aveva comunicato un pre-accordo d’acquisto dell’80% del fondo. La riunione dei soci è servita per lanciare un terzo prestito obbligazionario, sempre convertibile in titoli, del nominale di 3 milioni di cui 2,2 milioni riservati a Negentropy, quindi a Prelios, quindi a ChemChina, attuale azionista di maggioranza relativa della quotata dopo l’entrata in forza in Pirelli, tanto che presidente di Prelios è Ren Jianxiin, numero uno del gigante cinese che ha appena rilevato Syngenta.
Se Parisi sta per parlare cinese, quindi, è infine interessante vedere chi c’è nel veicolo Investinchili. Il primo azionista è Antonio Belloni, numero due del gigante del lusso Lvmh, ma poi fra i soci figurano volti noti della finanza italiana come Giuseppe Turri, ex Clessidra e Armando Borghesi. E, con a quota dell’1,7% c’è Bianca Passera: è la sorella di Corrado e gestisce per conto della famiglia il gruppo di alberghi sul Lago di Como.

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