Recchi e il rosso in famiglia.

Non ci sono solo i destini sempre più francesi di Telecom Italia a impensierire il presidente Giusepep Recchi. L’ex numero uno di General Electric per l’Italia ed ex presidente Eni ora ha qualche grattacapo anche nell’azienda di famiglia.E’ stata avviata, infatti, una cura dimagrante per la Recchi ingegneria e partecipazioni (Rip), società dell’omonima importante dinastia torinese di cui fa parte anche Giuseppe. Qualche giorno fa a Torino nello studio del notaio Andrea Ganelli si è svolta un’assemblea straordinaria della società presieduta da Claudio Recchi alla quale ha partecipato la sorella Emanuela, nella sua veste di amministratore delegato.

La riunione è servita per presentare anzitutto una situazione patrimoniale allo scordo ottobre dalla quale sono emerse perdite per oltre 2,4 milioni di euro che rendono necessario adottare i provvedimenti di cui all’articolo 2446 del codice civile. Il presidente, considerando che non esistono riserve disponibili, ha proposto di ripianare le perdite riducendo il capitale da 4,5 a circa 2 milioni, con proporzionale riduzione del valore nominale delle singole partecipazioni.

Lo stesso Recchi ha poi ricordato che la realtà dell’attività attualmente svolta dalla società impone di rivedere la struttura aziendale “in un’ottica di contenimento dei costi” e perciò il capitale è stato ulteriormente ridotto a un milione passando a riserva straordinaria il milione rimanente. “Questa operazione – ha detto il presidente – consente al tempo stesso di creare un patrimonio netto più flessibile e di mantenere inalterate le garanzie a favore dei terzi”.

Svalutando di circa 260 mila euro le partecipate Prima e Recchiengineering, la holding dei Recchi ha chiuso il bilancio 2014 con un miniutile di 107 mila euro rispetto alla perdita di 1,1 milioni del 2013 Il profitto è stato spinto dal milioni di plusvalenza derivante dalla cessione del 30% di Proger Ingegneria, di cui Rip è rimasta azionista al 10%.

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