Farina scioglie la carta di Unicredit.

Lo stampatore Vittorio Farina, molto legato al faccendiere Luigi Bisignani, accusa il colpo della messa in concordato preventivo di D-Mail Group, la quotata da lui presieduta che si occupa di commercio elettronico. Tanto che qualche giorno fa a Milano nello studio del notaio Mario Notari s’è presentato lo stesso Farina in quanto amministratore unico e azionista unico di Gf Uno. Questa srl, il cui ultimo bilancio depositato risaliva al 2011, è il veicolo che detiene il 50% di D. Holding (l’altro 50% è della Vf, sempre di Farina), a sua volta azionista con oltre il 28% proprio di D-Mail. Il capitale di oltre 10,3 milioni di euro è interamente in pegno a Unicredit, in quanto creditore pignoratizio.

L’assemblea straordinaria è servita anzitutto per porre in liquidazione la società visto che sono stati presentati i due bilanci 2012 e 2013 chiusi il primo con un utile di 2,6 milioni a fronte di perdite pregresse di 6,8 milioni e il secondo archiviato in rosso per 2,6 milioni a fronte di perdite pregresse per 4,2 milioni, del capitale e della riserva azioni proprie di 2,7 milioni. Farina ha quindi sottolineato “che è opportuno sciogliere la società”, trasformata per l’occorrenza da spa in srl e nominando liquidatore Giuliana Cassioli. Gf Uno, oltre ad un immobile a Roma in piazza Ss. Apostoli e alla citata quota di D. Holding, possiede anche il 100% di Ad Decimum, il 12,3% di Milanostampa, il 35% dell’Istituto Grafico Basile in liquidazione e lo 0,83% di Benedettina. Tutti asset che saranno venduti per cercare di ripagare la banca di piazza Gae Aulenti.

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