Il filosofo in concordato.

La filosofia non è un buon affare: ne sa qualcosa Giovanni Gentile, nipote dell’omonimo grande pensatore italiano, che è azionista della Casa Editrice Le Lettere, fondata assieme al padre Federico nel 1976. Qualche giorno fa, infatti, a Firenze davanti al notaio Rosanna Montano si è riunito un consiglio d’amministrazione dell’editrice nel corso del quale il presidente Giovanni Gentile assieme ai soci ha “rilevato che la società versa in stato di crisi” e che diventa perciò “necessario procedere alla formulazione ai creditori di una proposta di risanamento dell’azienda attraverso la proposizione di una procedura di concordato preventivo”, che sarò redatta con l’assistenza legale dell’avvocato Sergio Menchini.

Federico Gentile, scomparso nel 1996, aveva lavorato a lungo alla Sansoni, casa editrice fiorentina comprata dal padre e quando nel 1975 questa fu acquisita dalla Rizzoli, il figlio del filosofo decise di fondare la sua azienda, specializzandola in pubblicazioni letterarie di carattere universitario. L’editrice, oltre alla pubblicazione dell’opera omnia del filosofo, è subentrata alla Mondadori nella pubblicazione per conto della Società dantesca italiana dell’edizione nazionale delle opere di Dante Alighieri ed è attiva nel settore librario con collane di filosofia, linguistica, narrativa e poesia. L’ultimo bilancio disponibile al 2014 vede ricavi per circa un milione di euro con un minutile di 5 mila euro, a fronte di debiti per circa 5 milioni.

 

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