Del Torchio torchia il Sole.

Gabriele Del Torchio di nome e di fatto. Il nuovo amministratore delegato de Il Sole 24Ore stringe subito la morsa sui conti della casa editrice di Confindustria. Con una secca lettera di 10 righe che inizia con “cari colleghi” il successore di Donatella Treu, che nei sei anni di suo mandato ha presentato bilanci civilistici in rosso per complessivi 210 milioni di euro, ha messo un brusco stop ad aumenti, promozioni e nuove collaborazioni.

“In questa fase di vita aziendale – dice Del Torchio ai dipendenti – considerato l’andamento economico e la necessità di redigere un nuovo piano industriale, ritengo necessario evitare il ricorso ad assunzione di personale, comprese forme di collaborazione contrattualizzata. Inoltre, considerata la necessità di contenere ogni forma di costo, vengono sospese revisioni retributive e promozioni”.

Dietro la nomina di Del Torchio, giunta dopo la sostituzione alla presidenza di Benito Benedini con Giorgio Squinzi, c’è il nuovo corso dell’associazione degli industriali guidata da Vincenzo Boccia. Ma ha contato molto anche il lavoro dietro le quinte di Carlo Pesenti, entrato nel board del Sole 24Ore, che già aveva voluto Del Torchio alla guida di Rcs, editrice del “Corriere della Sera”, quando la famiglia bergamasca era ancora azionista, per sostituire Antonello Perricone. Sul nome di Del Torchio c’era stata la convergenza di un altro azionista di Rcs, Andrea Bonomi, che con l’ex manager Ducati ha lavorato a lungo, Ma poi Bonomi si arrese al duo Alberto Nagel – John Elkann e sacrificò Del Torchio per benedire l’ingresso di Pietro Scott Jovane. Con i disastri che ne sono seguiti.

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