Parisi e l’amico di Londra.

Proprio come Matteo Renzi ha Marco Carrai, anche Stefano Parisi, incoronato da Silvio Berlusconi “amministratore delegato” di Forza Italia, ha un suo sostenitore ben addentro alle cose che contano nella finanza. Non risiede però a Firenze, ma nel cuore della City londinese: si chiama Ferruccio Ferrara ed è fondatore, chief investment officer e chief executive officer di Negentropy Capital Partners. Questa è una investment company basata a Londra e Lussemburgo creata nel 2011 e autorizzata ad operare dalla FCA inglese (equivalente della nostra Consob) nell’ottobre del 2011.

Ferrara, trevigiano, classe 1962, laureatosi in Bocconi dove ha anche insegnato, è entrato nel giro del banking iniziando da Standard Chartered per conto della quale negli uffici milanesi si occupava di cambi e tassi d’interesse, poi il passaggio al corporate finance per Baring Brothers. Lo sbarco a Londra lo fa ne 1992 approdando prima in Morgan Stanley e poi a Deutsche Bank dove diventa prima capo del fixed income sul mercato italiano e poi dell’investement banking sempre focalizzato sul nostro paese dove è anche amministratore delegato di Deutsche Bank Capital Markets. Dopo un ritorno in Morgan Stanley e sempre restando a Londra, Ferrara approda a Bank of America come capo della divisione Grcc (Global rates currency & commodities). Un solo intermezzo italiano come vicepresidente di Adenium Sgr, poi liquidata.

Ferrara entra nei business di Parisi nel 2015, quando Chili, l’azienda fondata e controllata dall’ex city manager di Milano per offrire film on demand via internet, deve lanciare un aumento di capitale tenuto conto delle perdite. Basti pensare che Chili ha perso 3,5 milioni nel 2013, 4,2 milioni l’anno dopo e quasi 8 milioni nel 2015. Il finanziere compra dapprima il 4,2% dell’azienda di Parisi direttamente, poi acquista il 6,8% del veicolo Investinchili, che ha il 14,8% di Chili e infine entra col fondo Negentropy Special Situations che oggi detiene il 6,8% della piattaforma. Negentropia è l’entropia negativa che modifica un sistema da disordinato a ordinato. Chissà se l’amico finanziere di Parisi metterà ordine da qualche altra parte…

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