Ciak: i due Elkann restano soli.

I “buoni film” non bastano nemmeno ai fratelli Elkann. Qualche settimana fa, infatti, Ginevra Elkann nella sua qualità di presidente e azionista della Good Films, casa di produzione e distribuzione cinematografica, ha guidato un’assemblea straordinaria della società svoltasi a Roma davanti al notaio Giorgio Perotta che aveva a tema la situazione patrimoniale allo scorso febbraio da cui sono emerse perdite per oltre 1,66 milioni di euro dopo che il 2015 si è chiuso in rosso per circa 1,1 milioni, decisamente peggio dei 232mila euro di passivo del precedente esercizio.

Occorreva dunque correre ai ripari e così è stato fatto: le perdite sono state dapprima ripianate attingendo parzialmente alle riserve, poi azzerando il capitale sociale di 100mila euro, utilizzando un versamento a fondo perduto e infine aumentando il capitale sociale a un milione. A quel punto chi ha sottoscritto sono stati solo Ginevra con 850mila euro e la Laps To Go Holding del fratello Lapo per i restanti 150mila euro. Dal capitale della Good Films sono usciti così due soci fondatori: Francesco Melzi d’Eril che aveva il 30% e la Wilside col 10%, società di Lorenzo Mieli, figlio di Paolo, presidente di Rcs Libri.

Il 2016 della società dovrebbe essere migliore, visto il rinnovo dell’accordo triennale con Sky tanto che Melzi d’Eril, amministratore delegato uscente, nella sua ultima relazione sula gestione del bilancio 2015 parla di “previsioni, stimate con la massima prudenza, nettamente positive”, ma sottolinea anche “l’esigenza di risorse finanziarie” per predisporre un nuovo piano di sviluppo. Nel 2015 i ricavi di Good Films sono diminuiti a 4,3 milioni dai 6 milioni dell’anno prima a causa di incassi sotto le aspettative tra cui la pellicola “Il segreto dei suoi occhi”, che pure vedeva sul set due stelle come Julia Roberts e Nicole Kidman. A giugno “Anime nere” ha vinto 9 David e da settembre la società ha distribuito film che hanno superato tutti le 100mila presenze e, tra questi, “Non essere cattivo”, che però ha mancato la candidatura all’ultimo Oscar come migliore film straniero.

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