Marzotto e il patto di famiglia.

Dopo la scissione di asset di Intrapresa eseguita la scorsa primavera, il conte Pietro Marzotto passa la mano della sua holding. Nei giorni scorsi, infatti, a Portogruaro davanti al notaio Paolo Pasqualis è stato registrato un patto di famiglia fra il conte, la moglie Annamaria Agosto e i loro quattro eredi, Umberto, Ita Emanuela, Marina e Pietro Leone attraverso il quale il padre, azionista di maggioranza al 74,1%, ha trasferito ai figli l’intera partecipazione. Il padre si riserva “un parziale diritto di usufrutto vitalizio, mediante la stipulazione di un patto di famiglia, ciò al fine di attuare fin d’ora il passaggio generazionale dell’impresa e con l’intenzione di garantire un assetto stabile e non conflittuale, tale da comporre al meglio le esigenze dell’impresa con quelle della famiglia”.

Papà Marzotto ha quindi ceduto ai figli la quota di nominali 23mila 580 euro, operazione a seguito della quale il capitale vede le due figlie mantenere le loro partecipazioni precedenti ciascuna rispettivamente col 12,9% mentre la quota paterna è stata suddivisa fra tutti e quattro gli eredi, parte in piena proprietà e parte in nuda proprietà con diritto di usufrutto del padre. Gli eredi hanno nominato come loro rappresentante Paolo Opromolla, fra l’altro presidente di Peck, marchio di salumeria di lusso comprata da Marzotto. Nella situazione patrimoniale aggiornata a giugno scorso presentata per l’atto notarile l’attivo di Intrapresa è di 97,3 milioni e il patrimonio netto di 83,3 milioni. Nell’attivo figura un ricco giardinetto azionario che ha permesso di chiudere il bilancio 2015 con un utile di 3,2 milioni e che comprende fra l’altro quote in Eni (9,7 milioni), Intesa Sanpaolo (9 milioni), Enel (8,9 milioni), Assicurazioni Generali (6,4 milioni) e Axa (4,7 milioni). Durante quest’anno Marzotto ha ulteriormente allargato il giardinetto con titoli Enel Green Power (1,5 milioni), Axa (1,5 milioni) e Zurich (quasi 3 milioni)

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