Il Sole e la bocciatura di Boccia.

La tempesta attorno a “Il Sole 24Ore” non accenna a placarsi. Luigi Biscozzi, presidente del collegio sindacale, ha intenzione di chiedere a Consob alcuni chiarimenti dopo lo scontro al calor bianco che si è consumato tra il 30 settembre e l’1 ottobre quando, dopo aver approvato una semestrale con 50 milioni di euro di perdite, dapprima si sono dimessi dapprima il presidente Giorgio Squinzi e i consiglieri Mauro Chiassarini, Claudia Parzani, Carlo Pesenti, Livia Pomodoro e il giorno seguente si è dimessa anche Maria Carmela Colaiacovo. Col risultato che risulta dimissionaria la maggioranza di 6 degli 11 consiglieri (il che presuppone la decadenza dell’intero board), tenuto conto che sono in carica rimasti Luigi Abete, Carlo RobiglioNicolò Dubini, Marcella Panucci e l’amministratore delegato Del Torchio. Senonché proprio Del Torchio era entrato in consiglio per cooptazione, ma non era stato ancora nominato dall’assemblea e inoltre non si capisce come un consiglio così ridotto ai minimi termini abbia potuto nominare un presidente (Robiglio) e addirittura un vicepresidente (Abete) e convocare un’assemblea il cui ordine del giorno non è stato comunicato.

Su questa sequela di anomalie formali, ma probabilmente anche sostanziali, la Consob farà luce. Chiedendo chiarimenti anche su quelle “dimissioni preventive” chieste esplicitamente dalla Panucci, direttore generale di Confindustria a Squinzi, e da quest’ultimo messe per iscritto ai consiglieri il 27 settembre scorso, quando Del Torchio aveva prima fatto sapere che a fronte di perdite così ingenti l’azionista di maggioranza avrebbe dovuto garantire i finanziamenti necessari, pena il venir meno della continuità aziendale e la bocciatura dei revisori. Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, insomma, ha sì evitato una prima bocciatura, ma forse sta andando incontro a una seconda, probabilmente più gravida di conseguenze.

 

 

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