Vacche magre per D&G.

Vacche magre per Stefano Dolce e Domenico Gabbana. La loro cassaforte D&G srl, che controlla il gruppo di fashion e lusso, ha infatti chiuso il bilancio civilistico allo scorso marzo con un utile di soli 918 mila euro rispetto al superprofitto di 56,2 milioni dell’esercizio precedente, frutto delle cedole proveniente dalle operative, e che lo scorso anno ha consentito ai due stilisti di incassare un dividendo di 50 milioni. Anche a livello consolidato la redditività della holding diminuisce anno su anno da 30 a 14,6 milioni, pur in presenza di un fatturato che è cresciuto da un miliardo a oltre 1,2 miliardi.

Nello stato patrimoniale della D&G i debiti verso banche sono saliti a 267,4 milioni rispetto ai 132 milioni dell’esercizio precedente, di cui 167,4 milioni esigibili entro il 31 marzo 2017 e i restanti 100 milioni oltre quella data. Quali sono le banche maggiormente esposte verso i due imprenditori? Entro i 12 mesi in prima fila c’è il Credit Agricole che ha prestato 52,7 milioni, seguito da Intesa Sanpaolo (45 milioni) e Unicredit (22,6 milioni). Sul lungo termine figura solo Intesa Sanpaolo che ha erogato 100 milioni, al tasso dello 0,6%, con scadenza nell’agosto del 2020, da rimborsare con rate semestrali dal febbraio dell’anno prima.

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