Messina ancora con McKinsey.

Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo, non riesce proprio a liberarsi di McKinsey. Leonardo Totaro, managing director mediterranean complex della importante multinazionale della consulenza è stato infatti il superconsulente del banchiere romano, assieme ad Andrea Orcel capo dell’investment banking di Ubs, nel tentativo abortito di conquista delle Assicurazioni Generali. Ma il nome di McKinsey è tornato qualche giorno fa oltreoceano (per l’esattezza il 2 marzo scorso) proprio nell’occasione che Messina ha scelto per dire che quella che ha fatto sul Leone di Trieste non è stata una retromarcia. Caso vuole infatti, che tra i premiati dalla Foreign Policy Association all’Hotel St. Regis sulla Quinta Strada di New York, non ci fosse solo il banker italiano ma anche il canadese Dominic Barton, che di McKinsey è il global managing partner, cioè il numero uno, carica che ricopre dal 2009. Nello specifico Messina è stato insignito del Corporate Social Responsibility Award, un riconoscimento dedicato ai manager del settore finanziario che si distinguono nel campo della responsabilità sociale d’impresa. Abbastanza sorprendente, ma non per le abitudini americane, è che a premiare il banchiere italiano sia stato Laurence (“Larry”) Fink, numero uno di BlackRock, il gigante a stelle e strisce dell’asset management che proprio di Intesa Sanpaolo è azionista con poco meno del 5%.

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