Fiera, consigli al neo a.d./2

Nel mandato di Corrado Peraboni quiale amministratore delegato di Fiera Milano è stata lanciata la Fiera del Libro di Milano. Questo progetto ha creato grandi scontri politici con Torino dove da 30 anni si svolgeva il Salone del Libro che sembra quest’anno non risentire della concorrenza di Milano. Ma soprattutto ha messo Fiera Milano contro il Ministero dei Beni Culturali con cui non è stata voluta nessuna mediazione e naturalmente contro la Regione Piemonte. Risultato, il Ministero, la Regione Piemonte e molte regioni governate dal PD hanno deciso di disertare le mostre di Fiera Milano. Questo con un impatto rilevante sulla fiera del turismo, la BIT, e su quella del food, Tuttofood che hanno perso migliaia di metri quadri. Ci saranno due saloni del libro in primavera, uno a Milano e l’altro a Torino a distanza di qualche settimana. Questo con quale beneficio per il settore? E il conto economico della Fiera del Libro di Milano che perdite registrerà davvero?

Un altro nuovo progetto è quello della Nautica in collaborazione con Nautica Italiana, associazione uscita da Ucima. La mostra si terrà a Viareggio in maggio e qui lo scontro è stato naturalmente con il Salone Nautico di Genova e col Ministero dello Sviluppo economico che più volte aveva espresso il desiderio di evitare dispersione di risorse. Domanda: quanti metri quadri occuperà del polo di Fiera Milano a Rho? Nessuno. Si svolge appunto a Viareggio! Ci sarà un responsabile?

In Fiera oggi non c’è più la parafarmacia, l’agenzia di viaggi, la banca…tutti servizi spariti nell’arco di questi ultimi 24 mesi ma indispensabili per un centro fieristico internazionale. Tra pochi giorni ci sarà il Salone del Mobile, l’evento più grande e clamoroso del calendario di Fiera Milano e le migliaia di visitatori italiani e stranieri non troveranno nessuno di questi servizi. Ci sarà un responsabile?

Sull’estero, invece, subito dopo l’insediamento, Peraboni decise di rinunciare alla partecipazione in Turchia e di restituire la quota al partner turco a titolo gratuito. Era una realtà senza controllo e con perdite senza fine. Di questa acquisizione chi è stato responsabile?

Ma aver investito in Brasile, Turchia, Sud Africa, India e Cina era quello che avevano fatto tutti i competitor (Francoforte, Hannover, Reed, Monaco) con risultati importanti su questi mercati. Peccato che Fiera Milano, tra scelte clamorosamente inadeguate dei partner e incapacità del proprio management, abbia registrato su questi mercati delle clamorose perdite.

In ogni caso, dopo la chiusura in Turchia, la cessione della partecipazione in Cina e la decisa volontà di tenere in secondo ordine le attività all’estero di qualunque tipo (non esiste una mostra del portafoglio di Fiera Milano che sia replicata all’estero), la dimensione internazionale di Fiera Milano risulta decisamente ridotta e le società estere registrano anche per il 2016 gravi perdite, vedi India, Brasile e Sud Africa. Resta esclusa sempre la Cina. Ci sarà un responsabile? (2. continua)

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