Parisi con poca energia in tv.

Stefano Parisi, leader di “Energie per l’Italia”, ha pochissima energia nell’azienda da lui fondata e di cui è azionista di maggioranza relativa. Qualche giorno fa, infatti, si è svolta l’assemblea della Chili Spa, piattaforma di tv on demand su internet, che ha deciso di riportare a nuovo la perdita di oltre 8,4 milioni di euro registrata nel 2016, quasi doppia rispetto al passivo di 7,6 milioni del precedente esercizio e che si somma a perdite pregresse per altri 17,1 milioni circa. Chili è in rosso dalla sua nascita, avvenuta cinque anni fa.

Nella nota integrativa il presidente Giorgio Tacchia consola gli azionisti sottolineando che “nell’esercizio la società ha proseguito ed ampliato la propria attività di fornitura di contenuti, in particolare il numero di utenti B2C ha superato le 800.000 unità e i titoli presenti in libreria sono oltre 23.000”. Per quanto attiene al piano di investimenti ne sono stati fatti per 2 milioni, implementando e sviluppando la piattaforma tecnologica e la libreria di contenuti. Tacchia proclama che, nonostante il rosso, “Chili si attesta come unicum nel panorama delle OTT (over-the-top content) a livello mondiale e si afferma come un player di primaria importanza per Hollywood”.

La società, con ricavi in lieve aumento a 8 milioni, nel marzio di quest’anno ha emesso un prestito obbligazionario di 5 milioni e varato un aumento di capitale di pari entità mentre nel capitale sono entrati Viacom, Paramount, Warner Bros e Sony. Azionisti maggiori di Chili sono oggi la Brace srl (di cui Parisi è amministratore unico) col 38%, seguita col 19% da Antares Private Equity (fondo guidato da Stefano Romiti), dall’11,7% del veicolo Investinchili e dal 10,9% del fondo Negentropy.

 

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