Fazio ostaggio di Magnolia.

E’ tutta in mano a Magnolia la governance de L’Officina, la jointventure che il produttore italiano controllato dal gruppo media Banijay (di cui socio pesante al 26% circa è anche la Vivendi di Vincent Bolloré) ha costituito al 50% col noto conduttore Fabio Fazio. Lo si evince dal verbale del consiglio d’amministrazione di Magnolia presieduto da Leonardo Pasquinelli che ha dato il via alla newco costituita a Milano nei giorni scorsi davanti al notaio Edoardo Rinaldi con un capitale di 100mila euro. L’Officina, presieduta dallo stesso Pasquinelli e che vede in consiglio oltre a Fazio un altro manager Magnolia (Michele Befacchia) ha come oggetto sociale “l’ideazione, creazione, produzione, commercializzazione e sfruttamento di programmi di intrattenimento o di attività per la televisione”.

Il verbale del cda specifica che in termini di corporate governance saranno concessi diritti di veto a favore di Magnolia per una lunga serie di “material decision” fra cui “acquisto e vendita di diritti”, “decisioni relative a bonus”, “distribuzione di dividendi e riserve”, “scelta del chief financial officer e del produttore esecutivo”, “scelta dei principali fornitori”, “assunzione e licenziamento di dipendenti e stipula di contratti con autori aventi una remunerazione superiore ai 75mila euro”. Che Magnolia abbia il pallino lo si capisce leggendo ancora il verbale della riunione consiliare là dove il cfo Isabella L’Acqua informa che pochi giorni prima della nascita de L’Officina è arrivato a Banijay un finanziamento di 365 milioni di euro da un pool guidato da Credit Suisse, Natixis e SocGen Cib, in base al quale il gruppo ha emesso un prestito obbligazionario di pari importo con scadenza nel 2022.

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