Il mattone costa caro a Berlusconi.

Silvio Berlusconi continua a puntare sul mattone, anche se è per lui un business in perdita, e lo fa spendendo oltre 10 milioni di euro per comprare terreni e immobili. Il primo acquisto di due unità (una a Milano e una a Roma) lo rivela il bilancio 2016 di Immobiliare Dueville che l’ex premier controlla attraverso Dolcedrago e la Holding Italiana Prima: il veicolo possiede quindici unità abitative e a fine 2016 ha costituito assieme alla famiglia Redaelli la newco Brianzadue per occuparsi anche di costruzioni. Il secondo shopping è stato portato a termine da un’altra controllata di Dolcedrago, l’Immobiliare Idra, vero cuore dell’impero di mattoni del proprietario di Fininbest: anch’essa lo scorso anno ha acquistato immobili e terreni per oltre 7,5 milioni portando il controvalore delle immobilizzazioni materiali a 392,5 milioni, rappresentate dal patrimonio immobiliare delle numerose residenze e appartamenti di Berlusconi, che peraltro ha foraggiato ulteriormente la società portando il finanziamento soci a salire anno su anno da 171 a 177 milioni.

Tuttavia il business è in perdita perché i ricavi da affitti sono scesi a 3,6 milioni e il risultato finale è stato un rosso salito a 1,8 milioni dagli 1,1 milioni del 2015, ripianato attingendo alle riserve. Il presidente Giuseppe Spinelli, il fidato ragioniere di Berlusconi e “ufficiale pagatore” delle “Olgettine”, sottolinea nella relazione sulla gestione che il peggioramento del disavanzo è dovuto “ad una diminuzione dei canoni di locazione e al contemporaneo aumento di alcuni costi di manutenzione degli immobili di proprietà”, anche se per quest’anno ci si aspetta di “stipulare nuovi contratti di locazione per gli immobili attualmente sfitti”. L’impegno complessivo di Berlusconi sul mattone lo evidenzia, infine, ancora la voce del finanziamento soci, ma questa volta di Dolcedrago, che ha complessivamente superato i 301 milioni.

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