Della Valle: meglio Cairo di Nagel.

Molto meglio essere soci di Urbano Cairo che di Alberto Nagel. Deve aver pensato così Diego Della Valle quando pochi giorni fa ha approvato il bilancio 2016 della sua cassaforte Diego Della Valle & C. che raccoglie gli investimenti del patron di Tod’s.

Il bilancio si chiude con un superutile di 227 milioni, di cui 50 milioni incassati come dividendo, rispetto alla perdita di 23 milioni dell’esercizio precedente. Il profitto, in realtà, è frutto di una manovra intragruppo e cioè del passaggio – orchestrato proprio da Mediobanca – del marchio di scarpe Roger Vivier (quelle famose per essere state ai piedi di Catherine Deneuve nello scandaloso “Belle de jour”) dalla Gouisson Consultadoria e Marketing alla Partecipazioni Internazionali srl controllata da Tod’s. Il prezzo pattuito pari a 415 milioni oltre all’Iva ha determinato una plusvalenza “monstre” di 384,5 milioni che figura appunto fra gli “altri ricavi” della cassaforte di Della Valle.

Ciò detto nella holding ci sono partecipazioni per 478 milioni di cui 105 milioni in controllate, 8 milioni in collegate e 365 milioni in altre imprese. Tra le prime è presente il 97% della squadra Acf Fiorentina (66,8 milioni), la Fadel (17,3 milioni) che gestisce la partecipazione nell’operatore ferroviario Ntv, la Interbasic Holdings (8,2 milioni) che controlla il marchio di alta moda Schiapparelli e la francese Difran (4,2 milioni) intestataria della bella villa dell’imprenditore a Saint Tropez. Le collegate comprendono il 34,7% di Italian Entertainment Group, holding a monte di Cinecittà, e il 10,5% di Bialetti.

Ma la voce delle altre imprese è quella più interessante poiché in essa figurano le quote di Tod’s (232 milioni), Piaggio (31,8 milioni), Mediobanca (28,4 milioni), Rcs (20,3 milioni), Safilo (2,3 milioni), Enel (2,1 milioni), la subholding Di.Vi Finanziaria (27,5 milioni) e circa 3,2 milioni di quote nei fondi Charme dell’amico Luca Cordero di Montezemolo. Ebbene alla luce dell’andamento borsistico dopo la conquista di Rcs da parte di Cairo la quota nel gruppo editoriale è stata rivalutata di 5,2 milioni mentre quella in Mediobanca è stata svalutata per 11,4 milioni. I writeoff hanno colpito anche Piaggio (17,7 milioni) e in misura minore le controllate Fiorentina (2,6 milioni) e Interbasic Holdings (10,2 milioni).

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