I vip sulla nave di Elisabetta.

Forse domani sera “La città interiore”, il libro di Marco Covacich da lei editato, vincerà a Venezia il prestigioso premio Campiello. Di certo Elisabetta Sgarbi, fondatrice de La Nave di Teseo, ha già vinto un premio finanziario, imbarcando un gruppo di soci “vip” nella casa editrice che nel suo primo anno di attività (2016) ha superato i 6 milioni di euro di ricavi e intravede il pareggio perdendo solo 330mila euro.

Nel capitale, lievitato recentemente a 5,9 milioni, gli azionisti principali sono Carlo e Carlotta Eco, figli del defunto Umberto e la vedova Renate, con titoli per oltre un milione; ma soci pesanti sono anche la Piga srl (800mila euro) partecipato dalla Alicros dei Garavoglia (proprietari della Davide Campari), Carlo Pontecorvo, patrono della Ferrarelle tramite Lgr Holding (400mila euro), Avm Gestioni (400mila euro) tramite la newco Verba volant, il finanziere Guido Maria Brera (200mila euro) che lavora in Kairos ed è marito dell’attrice e neomamma Caterina Balivo e, con una quota analoga, Sia Blu, veicolo di Giacaranda Caracciolo, figlia del defunto Carlo, e azionista del gruppo editoriale quotato Gedi.

Soci rilevanti sono anche il notaio milanese Pier Gaetano Marchetti (200mila euro), i giornalisti Furio Colombo (80mila euro) e Natalia Aspesi (40mila euro) e la stessa Sgarbi (40mila euro) oltre al presidente Mario Andreose (8mila euro).

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