Miuccia presa a borsettate.

Miuccia Prada presa a borsettate. Lo fa oggi la prestigiosa “Lex Column” del “Financial Times” che dopo i deludenti risultati semestrali presentati venerdì scorso, bacchetta severamente l’azienda italiana quotata a Hong Kong. L’accusa è di mancare di “abilità commerciale” perché il problema della griffe non è certamente quello della qualità del design. Il FT ricorda ancora che le vendite restano deboli: “They grew only in Greater China, the company’s single biggest market”. E ancora: cinque anni fa i costi operativi erano pari al 46% dei ricavi, oggi sono saliti al 63%. Prada vuole ora chiudere alcuni negozi tradizionali e puntare di più sul canale digitale indirizzandovi due quinti degli investimenti in marketing perché le vendite sul web raggiungano almeno il 5% del totale. Ma il quotidiano finanziario segnala che la media del mercato è il 7%, il 10% per i top brands. “Prada has also made mistakes in its two staples, shoes and handbags”: le linee dei due prodotti, scarpe e borse, hanno infatti registrato un calo di vendite solo parzialmente compensato dal settore abiti. In conclusione: “The company needs to sharpen its commercial focus if it to catch what remains of the rebound in luxury”. Ma il bilancio di oltre quattro anni di quotazione è disastroso: dalla capitalizzazione iniziale di 23 miliardi di euro siamo crollati a 7,5 miliardi.

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