Bcg paga il profumo di Viola.

Una mano lava l’altra, tutte e due lavano il viso. Può essere questo il senso della recente nomina a senior advisor per le financial institutions di The Boston Consulting Group di Fabrizio Viola, già commissario della Banca Popolare di Vicenza di cui era stato precedentemente amministratore delegato ove proveniva dalla carica di a.d. di Monte dei Paschi di Siena e ancor prima di direttore generale della Banca Popolare di Milano. Viola in “Bcg”, acronimo del gruppo che è uno dei big della consulenza mondiale, affiancherà i team italiani ed internazionali.

Ma giova ricordare che proprio Viola, quand’era alla guida operativa della popolare vicentina, nell’autunno del 2016 aveva affidato a Bcg l’incarico ben remunerato di advisor unico per disegnare la fusione con Veneto Banca che poi non andò in porto. Bcg s’era preparata per tempo perché un anno prima aveva redatto uno studio sostenendo che il processo di concentrazione delle maggiori banche popolari a seguito della loro trasformazione in spa avrebbe avuto un effetto benefico sulla redditività del settore. Effetto benefico che, sfumata la fusione veneta, oggi è però arrivato fino al prestigioso incarico di Viola.

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