Gli indiani affondano Ormis.

Giorgio Salvinelli è il commissario giudiziale di Ormis, il gruppo di Castegnato (Brescia) fondato nel 1975, tra i più importanti nel settore meccanico-metallurgico con la progettazione, costruzione, installazione “chiavi in mano” di impianti per la siderurgia. Lo ha nominato qualche giorno fa Stefano Rosa, giudice delegato del tribunale di Brescia, ammettendo l’azienda alla procedura di concordato con riserva e dandole tempo fino al prossimo 11 giugno per la presentazione della relativa proposta. Il magistrato ha quindi accolto il ricorso presentato per conto di Ormis, controllata e presieduta da Diego Penocchio, dall’avvocata Ermanna Giudici, dove si spiega perché la società sia entrata in crisi nonostante i tre impianti produttivi dove operava coi marchi Ormis, Nova Sigma, Copress ed Iceb Tecnacciaio.
Infatti il fatturato tra il 2014 e il 2016 è crollato da 23,1 milioni a 19,5 milioni fino a 4,7 milioni nell’esercizio successivo: “un particolare peso – dice il ricorso – ha avuto il contenzioso e il mancato incasso di importanti crediti”. Il bilancio 2016 ha visto il collegio sindacale non esprimersi e innescare una verifica da parte dell’Agenzia delle Entrate. I sindaci sottolineavano la difficile esigibilità di un credito di 4,5 milioni verso l’indiana Jsw Steel, uno dei principali produttori mondiali di acciaio. Svalutato il credito, il 2017 si è chiuso in perdita per oltre 6 milioni e l’azienda ha visto così bruciare oltre due terzi del capitale. L’irrisolto contenzioso col gruppo indiano e al ricerca di “cavalieri bianchi” disposti all’acquisto o all’affitto del ramo d’azienda ha determinato per Ormis la necessità di chiedere il concordato preventivo.

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