Scaglia, un Picasso per un divorzio.

“Sono in fase di divorzio da mia moglie e mi mettono pressioni per monetizzare”. La frase pronunciata qualche mese fa da Silvio Scaglia spiega perché il manager e finanziere già fondatore di Fastweb abbia deciso di disfarsi di un prezioso quadro di Pablo Picasso. Una vendita che è stato un affare: lo si scopre leggendo i numeri di Sms Finance, la holding lussemburghese di Scaglia che nei fatti rilevanti avvenuti dopo la chiusura d’esercizio 2016 spiega che il 27 giugno dello scorso anno è stato venduto il Picasso di proprietà per quasi 31 milioni di sterline, rispetto ai 16 milioni di euro del valore di bilancio, quindi realizzando una plusvalenza di circa 15 milioni di euro. Nella cassaforte di Scaglia nel Granducato resta un altro dipinto del pittore olandese Kees Van Dongen, in carico a 4,8 milioni. Il 2016 di Sms Finance, pero, non è stato buono perché chiuso in perdita per 258 milioni che si aggiungono ai 6 milioni di passivo del precedente esercizio. Il tutto a fronte di 222,7 milioni di dividendi da partecipazioni a fronte però di svalutazioni per quasi 480 milioni. Il writeoff è dovuto alla partecipazione in Pacific Global Management, che possedeva il celebre marchio di lingerie La Perla, comprato da Scaglia nel 2013 e venduto all’inizio di quest’anno a Sapinda Holding del finanziere tedesco Lars Windhorst, dopo che nel 2016 aveva perso oltre 100 milioni di sterline. Sms Finance, con asset per 356 milioni ove è ricompreso anche il controllo della famosa agenzia di modelle Elite, dopo la vendita del Picasso ha aumentato il capitale da 31 a 281 milioni, ricapitalizzazione sottoscritta tutta da Scaglia che ha così quasi azzerato la quota della moglie Monica Aschei.

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