Dolori bresciani, Rmc in concordato.

Stefano Midolo è il commissario di Raffineria Metalli Capra (Rmc), storica fonderia di Castel Mella (Brescia) presieduta da Carlo Capra e controllata dall’omonima famiglia, appena nominato dal giudice Angelina Baldissera del tribunale di Brescia che ha ammesso la società alla procedura di concordato con riserva. E’ stato così accolto il ricorso presentato per conto di Rmc, fondata nel 1947 e con un capitale di 10,1 milioni di euro, dall’avvocato Guido Doria.

La procedura è stata chiesta per avere una moratoria al termine della quale presentare al tribunale un piano dopo che sono state presentate quattro istanze di fallimento di fornitori a nome dell’ungherese Femker e dalle italiane Laminazione Sottile, Ellepi Metal e Spurghi and Agro Green Service. Il ricorso ricorda che a luglio del 2016 fu firmato con le banche creditrici un piano di risanamento che però “si è rivelato non fattibile e il ceto bancario ha risolto l’accordo”. Di qui la richiesta di concordato per salvaguardare know how e 120 posti di lavoro verificando “le diverse manifestazioni d’interessi di soggetti terzi”.

Il bilancio 2016 di Rmc, che a metà dello scorso anno ha varato un nuovo piano industriale e che opera con due insediamenti produttivi per un’area complessiva di 135.000 mq, si è chiuso con una perdita di 2,5 milioni su 104 milioni di ricavi, in calo dai 120 milioni dell’anno prima e una posizione finanziaria netta negativa per quasi 28 milioni. I debiti verso banche sono pari a 30 milioni: tra i creditori figurano Cdp, Mediocredito Italiano, Centrobanca e Mps.

 

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