I cambi colpiscono l’Ingegnere.

Il tradizionale fiuto dell’Ingegnere quando sia tratta di comprare e vendere questa volta non è bastato: le perdite su cambi hanno infatti dimezzato gli utili della cassaforte di Carlo De Benedetti che però continua a contare su un tesoro immobiliare. Il 2017 della Romed dell’imprenditore torinese si è chiuso con un profitto di 16,2 milioni di euro rispetto a quello di 31,5 milioni dell’anno prima. Il conto economico ha beneficiato di un lauto dividendo proveniente dall’immobiliare francese Montaigne 51, in carico per 978 milioni, che anno su anno è salito da 65 a 80 milioni. E tuttavia a causare la diminuita redditività sono state da una parte le perdite su cambi per 15,6 milioni e dall’altra il combinato disposto di rivalutazioni diminuite da 18,1 a 6 milioni e svalutazioni salite da 20,5 a 22,8 milioni.

L’utile, come nella tradizione della gestione presieduta da Luigi Nani, è stato mandato a nuovo: storicamente, infatti, De Benedetti non si è mai girato una dividendo dalla cassaforte tanto che il patrimonio netto è salito da 147,1 a 163,4 milioni. Romed gestisce oltre all’immobiliare il business finanziario di trading su azioni, cambi e materie prime. A livello gestionale, nel 2017 sono diminuiti gli interessi e oneri finanziari da 50,6 a 46,1 milioni perché nel frattempo i debiti complessivi sono scesi da 144,7 a 117 milioni, di cui 95 milioni verso banche e garantiti da un pari controvalore di titoli.

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