I Miroglio finiscono agli arbitri.

Ulteriore escalation della “dinasty” dei Miroglio. Nei giorni scorsi, infatti, l’avvocato Alberto Nanni dello studio legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners ha depositato una domanda di arbitrato alla Camera arbitrale del Piemonte per conto di Edoardo e Nicoletta Miroglio, soci di minoranza del gruppo tessile con una quota complessiva del 30% circa, che negli scorsi anni hanno bocciato sistematicamente i bilanci del gruppo. L’azienda è guidata dal 2008 dai cugini Giuseppe ed Elena Miroglio, soci di maggioranza al 70% tramite la Mirfin, e da allora, secondo il ricorso, “il gruppo ha iniziato a subire un costante e inarrestabile declino che ha comportato una impressionante distruzione di valore”.

In particolare le perdite complessive cumulate dal 2009 al 2017 sono state di 359 milioni di euro, il fatturato è sceso da 930 a 619 milioni e il patrimonio netto da 969 a 343 milioni. In occasione dell’assemblea per l’ultimo bilancio (2017) i soci di minoranza hanno perciò chiesto le dimissioni dell’intero consiglio – cosa che non è avvenuta – e poi hanno chiesto di convocare un’assemblea per deliberare la revoca per giusta causa di Giuseppe ed Elena e altri consiglieri. Nell’assemblea tenuta lo scorso 23 novembre i legali di Edoardo e Nicoletta hanno chiesto anche di votare un’azione di responsabilità verso i cugini – a fronte dei risultati del gruppo – ma la Mirfin ha votato contro. I legali dei soci di minoranza hanno prima contestato tale voto perché viziato, a loro avviso, da conflitto d’interessi, poi hanno impugnato l’assemblea e fatto richiesta di arbitrato.

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