Amaro San Daniele.

Quattro contestuali concordati con riserva di presentazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti cercheranno di salvare l’azienda italiana produttrice del più famoso prosciutto San Daniele. Nei giorni scorsi, infatti, il tribunale di Trieste con i giudice Riccardo Merluzzi e Daniele Venier ha ammesso alla procedura la Kiper Holding e le tre controllate Principe di San Daniele, King’s e Siamoci. V’è da osservare che i giudici del capoluogo friulano sono intervenuti dopo che a gennaio scorso il concordato era stato già concesso dal tribunale di Modena, dove Kiper Holding aveva spostato da Trieste la sede legale nel 2018, nominando quali commissari Angelo Zanetti e Marco Zanzi. Il gruppo, controllato da Mario Dukcevich e dalla moglie Sonia e fondato nel 1983, con 500 dipendenti produce e vende salumi di alta qualità attraverso i marchi “Principe” e “King’s”. Nel ricorso si spiega che lo scorso anno il mercato ha avuto un andamento negativo, accentuato nel secondo semestre rendendo così “non più percorribile” il piano industriale di risanamento che l’azienda stava predisponendo per il periodo 2019-2021, e dal quale una banca creditrice si era sfilata. A fine 2018 con un fatturato di circa 170 milioni, i debiti di Kiper Holding ammontavano a quasi 130 milioni, controbilanciati da un valore degli stabilimenti pari a 67 milioni e un attivo circolante, tra valore del prodotto a magazzino e crediti verso i clienti, di 111 milioni. L’elaborazione del piano concordatario è stata affidata all’avvocato Vincenzo Ussani d’Escobar (recentemente condannato in primo grado a tre anni per il crack di Rdb Armatori) e al commercialista Marco Lacchini.

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