Arata junior confida in Musumeci.

Ancora poco tempo fa Francesco Arata, indagato assieme al padre Paolo nell’inchiesta coordinata dalla Dda di Palermo e Roma che ha coinvolto anche il sottosegretario leghista Armando Siri, concludeva affari. Qualche settimana fa, infatti, Francesco Arata (fratello di Federico appena assunto nello staff del sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti) redigeva a Novara davanti al notaio Nunzia Giacalone un atto di acquisto quote. Rilevava infatti il 50% di Solgesta srl che aveva costituito nel 2017 con la Agatos, società di rinnovabili quotata all’Aim e di proprietà di Leonardo Rinaldi.

Arata junior è intervenuto come acquirente all’atto nella sua veste di amministratore uni della Solcara srl e il prezzo da quota è stato pattuito in 461mila 250 euro di cui 1.250 pagati subito. E i restanti 460 mila? “Verranno corrisposti alla parte cedente – si legge nell’atto – solo nel caso in cui entro il termine di 10 anni da oggi, Solgesta dovesse ottenere le autorizzazioni richieste alla Regione Sicilia per la realizzazione di due impianti di produzione di biometano, o nel caso in cui dovesse ottenere un risarcimento dalla stessa Regione nel caso di mancata o tardiva autorizzazione”. Chissà cosa pensa Sebastiano “Nello” Musumeci governatore della Regione Sicilia grazie ai voti di Lega, Fdi e Forza Italia, del fatto di concedere questa autorizzazione ai business dell’indagato Arata junior.

Solgesta è presieduta da Alessandra Rollino, moglie di Paolo Arata: i due coniugi controllano ciascuno col 50% la Alqantara (di cui Paolo è amministratore unico) che ha il 25% di Solcara mentre il restante 25% è di Francesco. Alqantara possiede l’87% di Etnea, indebitata per oltre 2 milioni verso la Banca Popolare di Milano, il cui restante 17% tramite Spafid Fiduciaria è di Umberto Tamburrino, ceo di Elliott Energy Green Power Services.

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