Pazzali, l’amico in fiera.

Si è molto parlato a Milano in queste ultime ore della nomina di Giulia Martinelli, ex compagna di Matteo Salvini da cui ha avuto una figlia, nel consiglio d’amministrazione della Fondazione Fiera Milano, il potente organismo che controlla l’omonima società quotata. La Martinelli, leghista della prima ora, è capo della segreteria di Attilio Fontana, leghista lui pure, governatore della Regione Lombardia e fra l’altro grande sponsor della recente riconferma dell’avvocato Andrea Mascetti nel consiglio della Fondazione Cariplo. Il Mascetti consigliere d’amministrazione, fra l’altro, di Intesa Sanpaolo Russia e citato a più riprese nel recente scoop di Buzzfeed.

Ma la nomina della Martinelli non è l’unica cosa interessante. Ancor più significativa, infatti, è la nomina sempre voluta da Fontana quale socio di maggioranza della Fondazione, a presidente di Enrico Pazzali che sostituisce Giovanni Gorno Tempini, già numero uno di Cdp, e ultimo dei “bazoliani” in circolazione se si toglie Massimo Tononi alla presidenza della stessa Cassa.

Pazzali dall’ottobre del 2015 è amministratore delegato di Eur, la società romana controllata dal Mef e fine 2018, fra l’altro, è stato nominato presidente e amministratore delegato della milanese Equalize, che si occupa di informatica e di cui è azionista di controllo con l’85%. Ma Pazzali prima dell’avventura capitolina è stato a lungo in posizioni apicali proprio alla Fiera di Milano. Con quali risultati? E’ stato direttore generale dal 2006 e amministratore delegato dall’aprile 2009 fino allo stesso mese del 2015: quindi i bilanci che risentono della sua gestione vanno dal 2007 al 2014. Nel primo anno Fiera Milano perde 14,5 milioni di euro nel consolidato, l’anno dopo guadagna 4,1 milioni, nel 2009 perde 3,6 milioni per fare un utile di 2 milioni nel 2010 e di 5,1 milioni nel 2011. Ma l’anno dopo la quotata perde 1,4 milioni, rosso che si allarga a 16,5 milioni nel 2013 e a 19 milioni nell’ultimo anno. In totale, quindi, la gestione Pazzali in otto anni ha perso quasi 41 milioni. E i dividendi? I soci di Fiera Milano hanno festeggiato solo nel 2008 (cedola di 0,08 euro ad azione) e nel 2011 (20 centesimi). Ma sono rimasti a bocca asciutta negli altri 6 anni della gestione Pazzali.

“Prima gli italiani” è il motto di Salvini. Non è esatto. E non si tratta solo con una facile ironia di dire: “prima le ex fidanzate”. Forse meglio dire “prima i manager amici”. Che poi portino risultati è un optional.

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