Ferragamo, affarone e cedolone.

La cessione sul mercato a metà dello scorso anno del 3,5% della Salvatore Ferragamo fa ricca l’omonima dinastia. Qualche giorno fa, infatti, l’assemblea dei soci della Ferragamo Finanziaria, la holding di famiglia, ha deciso di remunerare gli azionisti con un super dividendo di 100,4 milioni di euro a valere sull’utile di 131,3 milioni segnato nel 2018, triplicato rispetto al profitto di 40,3 milioni segnato nell’esercizio precedente allorché la cedola era stata di 29,7 milioni. Il super utile si deve appunto ai 100,1 milioni di plusvalenza segnato vendendo i 5,9 milioni di titoli della quotata al prezzo di 23,1 euro ad azione. La partecipazione, che ha consentito di incassare anche una cedola di 35,1 milioni, è scesa così al 54,28% comprensiva di azioni proprie, in carico a 155,3 milioni. Nello specifico l’attivo è di 308,7 milioni, che comprende 17 milioni di “altri titoli” di cui 10 milioni di controvalore quote del fondo Easyfund Absolute Attivo Z gestito da Eurizon e 7 milioni di una polizza multiramo Cardif Bnl Bnp Paribas. La holding dei Ferragamo, che lo scorso anno ha rimborsato 15 milioni di un finanziamento a breve erogato da Intesa Sanpaolo e che possiede fra l’altro il 2,1% della start-up biotech Genenta Science, ha riconfermato Ferruccio Ferragamo alla presidenza.
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