Ettore Zanon in concordato.

Giovanni Sandrini è il commissario della Ettore Zanon (Ez) spa, importante azienda metalmeccanica vicentina, ammessa qualche giorno fa al concordato preventivo da Silvia Saltarelli, giudice del tribunale del capoluogo veneto. La decisione è giunta pochi giorni dopo la morte dell’89enne presidente Marcello Zanon, figlio del fondatore. La scomparsa di Zanon, che deteneva il diritto di usufrutto su quasi l’intero capitale la cui nuda proprietà è ripartita tra gli eredi Ettore (attuale presidente), Amalia e Laura ha seguito di pochi giorni l’affitto del ramo d’azienda più rilevante dell’impresa vicentina che produce componenti per l’industria dell’oil & gas e per istituti di fisica (dal Cern alla Michigan University) e conta 150 dipendenti.

Il ricorso presentato in tribunale dalla Ez spiega che la crisi è iniziata lo scorso anno chiuso con un fatturato sceso a 15,2 milioni di euro dai 22,4 milioni dell’anno prima e dai 28,4 milioni del 2016, con una perdita di 7,5 milioni. Il calo dei ricavi è dovuto in generale alla stazionarietà delle commesse dell’oil & gas visto il basso prezzo del petrolio e nello specifico da un avvicendamento nel settore commerciale dell’azienda con ritardi nell’acquisizione di nuovi ordini, cui Ez ha fatto fronte riducendo anche i costi del lavoro con ricorso minimo alla cig. Tuttavia tra il finire del 2018 e i primi mesi di quest’anno la società ha acquisito un portafogli ordini di circa 30 milioni.

In quest’ottica si colloca ad aprile scorso il raggiungimento di un accordo di stand-styill con le banche esposte per oltre 15 milioni e poi l’affitto per due anni del ramo d’azienda (che occupa 73 addetti) della produzione oil & gas alla Brembana & Rolle partecipata dal fondo di private equity Xenon, con possibilità finale di acquisto. Il concordato consentirà col relativo piano di proseguire l’attività dell’altro ramo d’azienda (produzione per istituti di fisica), che non ha ancora trovato investitori.

 

 

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