Hpe senza più energia.

L’aumento in Europa del prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso mette nell’angolo Holding Partecipazioni Energetiche (Hpe) che qualche giorno fa è stata ammessa al concordato con riserva da Luca Giani, giudice del tribunale di Milano il quale ha nominato commissario Gianluca Muliari. La società, che vende energia elettrica e gas, basata a Milano e di proprietà dei manager Gianluca Bertholet e Massimo Protti e che nel 2019 ha fatturato oltre 150 milioni di euro, ha visto accolto il ricorso presentato per suo conto dall’avvocato Filippo Canepa dello studio Osborne Clarke. Nel documento si spiega che Hpe, che opera con le controllate Cogenext, LifeGate Energy People (in jointventure col noto gruppo LifeGate guidato da Marco Roveda) e Axo Green Power, è entrata in crisi sia per l’“andamento imprevedibile e anomalo del prezzo dell’energia elettrica all’ingrosso in Europa che ha generato maggiori costi di approvvigionamento”, sia per “il drastico calo dei margini commerciali” dopo che molti operatori hanno praticato per anni prezzi in dumping, salvo poi essere per questo sanzionati dall’autorità europea. Hpe rifocalizzatasi sulla clientela delle pmi, ha visto acuirsi la crisi perché molti suoi fornitori di energia hanno escusso le garanzie, generando così un debito verso banche di 19 milioni. Il rinnovo delle linee di credito, poi, è stato difficoltoso, nonostante la cessione a Axpo Italia di un ramo aziendale per 7,2 milioni. A complicare la situazione s’è aggiunta una sentenza della Cassazione di fine 2019 che bocciando l’addizionale provinciale all’accisa sull’energia elettrica ha dato il via ai rimborsi da parte dei clienti ai fornitori che per Hpe si sono quantificati in 247 richieste per un controvalore di 12 milioni. Di qui la richiesta della procedura per garantire la continuità aziendale.